THE STUDENTS

Here's the Students' Page.
Waiting for their contributions: biographies, projects, plans, dreams, pictures, programs and more.
Come on girls (and guys)! Let's hear from you!



Jordi Cassagne





http://jordicassagne.weebly.com/




Immergé dans les musiques anciennes et la pratique du violone ou bien se laissant entraîner par l’alchimie du jazz et des musiques improvisées, le parcours de Jordi Cassagne est une déambulation au gré des rencontres artistiques du moment. 


En 2014 il termine ses études au Conservatoire Royal de La Haye avec l'obtention d'un Master en contrebasse jazz. Il y aura étudié avec entre autres Hein van de Geyn, Frans van der Hoeven, Clemens van der Feen et Janos Bruneel.

En septembre 2016 il décide de se former aux musiques anciennes et intègre la classe de violone et contrebasse baroque du Conservatoire Royale de Bruxelles.

Durant ces dernières années, il s'est produit aussi bien en France (“Jazz in Marciac”, “Jazz à Vienne” , "Errobiko festibala", les"Éthiopiques de Mars", "Uzeste Musical"...) qu'en Hollande ("North Sea Jazz Festival", "Nederlands Dans Theater"), en Belgique, en Espagne ("Jazzaldia" à San Sebastian) , ou encore au Cap-Vert ou au Brésil (“Tudo é Jazz” à Ouro Preto).

On peut l'entendre sur scène avec son sextet: UTNUZ, dont la musique gravite autours de compositions personnelles ; mais aussi dans des projets aussi variés que: 

-BENGALIFÈRE (musiques improvisées, free-jazz),
-MARIE GALANTE (orchestre de bal Antillais)
-JULIEN MARGA 4tet (Jazz)
-OMEGA IMPACT (groupe du chanteur/compositeur Grzegorz Marciniak)
-HARATAGO (projet du chanteur basque Julen Achiary avec Nicolas Nageotte et Bastien Fontanille).


Il joue et a joué également avec différents groupes dont : Muntjacs, Terpsichore, Alban Claret Trio, 66 Whales, Lafé Bémé, Rouge Nereid, MST octet. Et parmis ses rencontres et échanges artistiques, il a notamment croisé le chemin de musiciens tels que: Denis Badault, Beñat Achiary, Pedro Soler, Nicolas Nageotte, Michel Queuille, Didier Lasserre, Léo Jassef, Théo Lanau, Jean Dousteyssier, Quentin Biardeau, Medhi Chaib, Chris Martineau, Grégoire Tirtiaux...

En 2014 il sort un disque sur le Label Futura/Hôte Marge avec le groupe Bengalifère qui est élu Révélation Jazz Man/Mag.

En septembre 2016 il remporte les Trophées du Sunside avec le quartet du guitariste Julien Marga.

À la contrebasse baroque ou au violone, il a eu la chance de jouer sous la direction de Sigiswald Kuijken, Barthold Kuijken, Sebastien Marq et Peter Van Heygen et de se produire avec le Concerto Valiante Orchestra.

En musique contemporaine il a notamment participé à plusieurs projets orchestraux dont notamment “To You” de Peter Schat, “De Tijd” de Louis Andriessen, le “Sponsus” de Sasha Zamler-Carhart, "Proposition of Fossils" de Graham Flett, "Chord Symphony" de Tom Aldrich, ou les "Black Series" de Peter Ablinger.









ALESSIO CAMPANOZZI (Italia)



Turnip Atop (Jazz Trio)

My name is Alessio Campanozzi and I am from Bari, Italy. I started playing guitar at the age of 13 because my father played classical guitar (when he went to the conservatory in my town the director was Nino Rota!) and he started with teaching me chords to play songs. 

I went on like that and then I started singing. I took singing lessons and I have been playing and singing rock and blues music by the age of 16. I switched to electric bass for the reason many others do, because we couldn't find a decent bass player for our band. 

Rawhide (Blues Brothers Tribute Band...)

I went on for some years singing and playing the bass and joining different bands and projects and in 2010 I started learning double bass, and I entered the conservatory of Bari. I studied there for 2 years whilst joining lots of different projects, pop, rock, jazz, fusion, made some records as a session man, and then I moved to Brussels where I managed to get into the Conservatory. 

So "classical" music was something I never approached seriously until I was 27 years old and this led to a lot of hard work! I never thought of a career into classical, like orchestras, but I preferred joining the classical education system because it gives you the technique and the discipline other options don't. My goal as a musician is to be a good sideman, a good arranger and composer and to play with different projects. 

I also attended a 3 years music composition for pictures in Rome from 2009 to 2012 and I made some music for commercials, short movies and documentaries. Anyway I also like to teach as both my parents are teachers and they transmitted me the love for teaching.

Right now I am working on classical and romantic concertos (Vanhal, Koussevitzky, Bottesini, Dittersdorf) for my B3 and I practice my jazz chops and jazz standard repertoire every day. I just finished recording an arrangement of Foo Fighters tune "Everlong" for 7 double basses, homemade percussion and voice, which I will release on youtube as soon as the video is ready, and I am currently working on a 4 double basses and voice arrangement of the folk Mexican tune "Paloma". This is a little bit of me. Sorry for the long post, thanks for reading! 


Orchestre Toubab

Alessio Campanozzi


YouTube:

La Cura 
(Franco Battiato, cover by Alessio)


Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.

Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali, 
lo spazio e la luce per non farti invecchiare. 
Ti salverò da ogni malinconia, 
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te... 
io sì, che avrò cura di te. 

Soundcloud:
PASQUALE MASSARO (Italy)

Ciao a tutti, sono Pasquale Massaro, spesso mi chiamano semplicemente Pasco.

Sono nato cattolico ma presto diventato contrabbassista. Pugliese di nascita ma Emiliano di adozione, in questo periodo vivo a Bruxelles con la mia compagna e i nostri due splendidi bambini.

RICORDI DI CASA,
un regalo di mio fratello Angelo

Cercherò qui di rispondere ad alcune delle domande poste dal Professor Korneel Le Compte che ringrazio molto per questo prezioso spazio offerto!

Interessante la richiesta di scrivere nella propria lingua di origine, questo permette di esprimersi liberamente e dona ancora più colore a questo gruppo internazionale di bassisti. Il Belgio è bello anche per questo!

Mi trovo a raccontare si un po' della mia storia ma, per cercare di comprendere meglio, sono costretto a raccontare anche quella del contrabbasso.

Ho iniziato quasi per caso a suonare il contrabbasso che da subito mi ha attratto come una calamita quando ero molto giovane. Nello stesso periodo mi sono appassionato alle geniali Sinfonie di Beethoven e appena ho incominciato a leggere meglio la musica le ascoltavo ininterrottamente sfogliando le partiture dell’orchestra completa. È bellissimo vedere come Beethoven scriveva per il contrabbasso, valorizzandolo come tutti gli altri strumenti. Avrà forse incontrato un certo Drago-Dragonetti?

All’epoca sentivo parlare anche di Bottesini (una malattia che si può contrarre frequentando ambienti contrabbassistici), infatti qualcuno degli studenti più grandi studiava il famoso concerto in SI minore. Una vera rivelazione per un ragazzino che incominciava il suo percorso.

Il contrabbasso è uno strumento che APPASSIONA tanto! Perciò quando vedete un contrabbassista inviaggio con il suo enorme strumento, non chiedetegli quanto pesa? quanto costa? perché non suoni il flauto o il violino? come fa? perché corre? perché è lento? Vi prego, non chiedetegli se questo è un violoncello (che è un altro strumento meraviglioso), sarebbe tutto molto più facile, risulta un po’ offensivo per chi veramente fatica fisicamente. E non è un chitarrone! neanche un clavicembalo!!! … Ma chiedetevi invece quanto lo appassiona per costringerlo a spendere buona parte delle energie per trasportarlo…

Il Contrabbasso è come una persona anziana che ha bisogno di cure e attenzioni particolari, è molto fragilee ha un caratteraccio. È molto antico, è un diretto discendente delle antichissime viole da gamba, non è propriamente “membro del club” della famiglia dei violini (è solo un ospite, qualche volta gradito). Il contrabbasso è giunto a noi proprio per raccontarci come era inteso il linguaggio musicale prima dell’avvento di tutti questi violini. In orchestra la presenza dei contrabbassi ancora oggi fa molto comodo sempre a tutti,anche ai più famosi “maghi” con la bacchetta magica...

Con i miei cari studenti

Il contrabbasso è essenziale nella musica, forse è proprio per questo che possiamo vedere ancora oggi il nostro pachiderma infiltrato praticamente in tutti gli stili e generi musicali esistenti in gran parte del mondo (Musica Classica, Contemporanea, Tango, Jazz, Klezmer, Fusion, Rock, Bossa, Folk, Salsa, Flamenco, ecc…), la sua versatilità è impressionante. Ecco forse perché ancora oggi non esiste uno standard di modello stabilito per il contrabbasso, e non può esserci! I fattori principali sono gli infiniti ruoli che può ricoprire questo magnifico strumento, le diverse situazioni, luoghi e contesti, in automatico quindi tutte le varie tecniche per essere suonato possono differire. Arco “tedesco”, arco “francese”, “viennese”, “italiano”, “alla bolognese” e “alla napoletana”, arco in su e in giù? (ma non è destra e sinistra?) ah già dimenticavo il violino, ma anche l’arco con le frecce a volte può andare bene! Forse è meglio il “tiré - poussé” dei violisti francesi …. seduto, in piedi, pizzicato, diteggiature 1-2-4 / 1-3-4 / 1-4/ + 1-2-3-4 (che non è un numero di telefono e nemmeno di telaio) scordature varie, un tono sopra, accordato per quarte, per terze, per quinte, 4 corde, 5 corde e sul finire del 19° secolo qualche “basso ostinato” aveva ancora 3 corde, pazzesco … Tre corde? Ragazzi, non siamo al mercato, è la pura verità, questa è storia!
















Molto presto quindi ho cominciato a capire che questo era lo strumento adatto alla mia personalità! Un po’ folle, certo! Ma con la sua lunga storia ed esperienza questo Grande strumento ci regala sempre la possibilità di rivedere qualcosa dal suo passato per poter cosi risolvere gran parte di questioni musicali attuali e certamente anche quelle future. Sicuramente rispetto a tutti gli altri strumenti la sua evoluzione è stata la più lenta e tortuosa di tutti, beh c’era da immaginarselo...

Ma soprattutto anche grazie a virtuosi come il geniale Stefano Scodanibbio (credo che lui possa essere definito il Bottesini dell’era moderna), il contrabbasso oggi ha acquisito una sempre più forte e dominante personalità nella musica contemporanea. Il contrabbasso oggi non è più solo destinato all’accompagnamento o alla banale imitazione del violoncello. Oggi il nostro vecchietto ha finalmente affermato tutta la ricchezza di quelle particolari sonorità che in passato alcuni pionieri, come Domenico Dragonetti e Giovanni Bottesini, cominciarono ad esplorare e a sperimentare nella loro musica. In particolare le sonorità forti e gravi, la cantabilità cosi come anche la percussività, flautati speciali, la ricchezza infinita di armonici, ecc. ... Ad esempio, questo strumento può suonare pizzicati di tutti i tipi che nemmeno una chitarra o un’arpa sono in grado di riprodurre.

Ragazzi, il contrabbasso è unico, ho deciso, voglio suonare quello! Sentire che il proprio corpo vibra in sintonia con lo strumento, la piacevole sensazione sotto le dita nell’atto di suonare … che soddisfazione, non importa se non è sempre tanto agile!

(un piccolo ricordo di uno dei concerti più belli della mia vita, 
la Sinfonia n. 5 di L. v. Beethoven con il M° R. Muti)

Bottesini? Si giusto, quasi dimenticavo… Molto presto mi ero appassionato a questo personaggio del 19° secolo sino a cercare ogni notizia biografica possibile. Già allora, ancora studente, come un piccolo minatore cercavo di studiare direttamente i suoi manoscritti ancora oggi conservati. Era tutto entusiasmante, sino ad arrivare a immaginare come doveva essere tutta quella musica con il suono del suo Testore avendo solo le 3 corde in budello. Incominciai a capire che proprio in Italia, parecchio tempo prima di Bottesini, esisteva una tradizione per questo strumento a 3 corde, comprese le diverse tecniche esecutive (le vecchie scuole) che purtroppo oggi sono completamente andate perse.

Ho studiato in Italia il contrabbasso moderno utilizzando per circa 10 anni l’arco alla “francese”. Nel frattempo, proprio nel periodo di studio, già da molto giovane ho cominciato a maturare l’interesse per la Musica Antica come anche per la Contemporanea. Ho sempre pensato che i musicisti più interessanti
potevano essere sicuramente quelli che si occupano di questi due generi musicali, forse perché costantemente impegnati a cercare sonorità perse nel tempo o provenienti dal futuro ma comunque sempre nuove al nostro attuale orecchio un po' viziato. Avevo ragione!

Dopo il mio primo diploma ho incominciato a capire che l’arco “tedesco” non poteva più rimanere solo un pregiudizio. Dunque ho avuto la fortuna di conoscere Dorin Marc che a Norimberga mi ha letteralmente aperto un nuovo mondo di sonorità che prima non conoscevo e non capivo. Inoltre ho continuato ad approfondire gli studi della musica antica con Patxi Montero (contrabbassista e violista da gamba).

In quegli anni ho avuto l'opportunità di seguire anche alcune interessanti masterclass tenute da Alois Posch, Giuseppe Ettorre, Alberto Bocini, Francesco Paolo Speziale e Stefano Scodanibbio.

E’ stato quello il periodo in cui ho compreso meglio come potevo risolvere alcuni problemi tecnici e inautomatico quindi anche sul contrabbasso storico.

Amo suonare il Basso Continuo, fraseggiare e accompagnare, tutte le volte che mi capita di farlo sento veramente la funzione armonica che il basso ricopre, è un vero e proprio pilastro! Guai a quei bassisti che snobbano questo meraviglioso compito! Se ben fatto rimane un difficile ruolo, oltre ad essere fondamentale per la musica, questo è il nostro pane quotidiano, il nostro lavoro principale!

Avevo imparato che le informazioni e lo studio di uno strumento non arrivano da una sola direzione e non vanno quasi mai in un’unica direzione. Tutto serve e tutto contribuisce ad avere una propria visione delle cose e sviluppare un efficace senso critico. Quindi sostanzialmente più risorse a disposizione contribuiscono a risolvere le grosse problematiche legate allo studio della musica. Il contrabbasso lo permette già per suanatura, basta solo approfittarne!

























Negli ultimi anni ho suonato al Wigmore Hall di Londra, 3 volte e con 3 diverse orchestre al Pfingstenfestspiele di Salisburgo (Mozarteum, Haus fur Mozart, Felsenreitschule), al Resonanzen Festival di Vienna (Wiener Konzerthaus), all'Opéra Royal di Versailles, all'Opéra Garnier e al Theatre des Champs Elysees di Parigi, al Grand Théatre Opéra National di Bordeaux, all'Arsenal di Metz, al Dr Anton Philipszaal a l'Aia, alla Alte Pinakothek di Monaco e all'Haendel-Festspiele di Halle (in Germania), al Theatre La Monnaie e al Bozar di Bruxelles, al Concertgebow di Brugge, al Chopin Festival di Varsavia, all'Accademia Chigiana di Siena, all'Auditorium Parco della Musica di Roma, all'Accademia Mozart di Bologna e in molti Teatri ditradizione Lirica in Italia.

Ho quindi avuto l'occasione di suonare con grandi musicisti e direttori come Claudio Abbado, Lorin Maazel, Riccardo Muti, Eliahu Inbal, Kazushi Ono, Michel Tabachnik, Alexander Lonquich, Sergej Krylov, Guy Braunstein, Renaud Capuçon, Sigiswald Kuijken, Fabio Biondi, Riccardo Minasi, Dmitry Sinkowsky, Paul Dombrecht, Nathalie Stutzmann, Sonya Yoncheva, Julia Lezhneva, Emöke Barath, Valer Sabadus, Maarten Engeltjes e con il famoso controtenore francese Philippe Jaroussky.

Tutto ciò mi ha portato a sviluppare un grande senso critico lungo il mio percorso di ricerca musicale.


Ma quasi per scherzo ho incominciato a suonare il repertorio “solistico” sulle corde in budello, quella stessa musica, che prima avevo studiato sullo strumento moderno, incominciava ad apparire nuova e molto diversa con gli strumenti storici per cui originariamente era stata scritta. Questo tipo di lavoro viene fatto abbastanza frequentemente per il violino, il pianoforte e molti altri strumenti, perché non esplorare anche con il contrabbasso?

Forse la filologia musicale non è solo fine a se stessa. La mia motivazione principale è quella di capire come potersi meglio avvicinare all'idea originale dell'autore per cercare di riprodurre nel miglior modo possibile gli stessi suoni che probabilmente in quel momento storico lui (o lei) poteva sentire e che ha quindi trascritto sul pentagramma. Personalmente noto ancora oggi grosse lacune riguardo alla storia del contrabbasso.

Il primo esperimento fu accordando un mio strumento con l’accordatura viennese. Nulla di nuovo ma subito mi resi conto in prima persona delle differenze abissali, non solo per il timbro particolare che il contrabbasso acquisisce con l’accordatura per terze ma anche per la particolare sensazione che si ha cercando i colpi d’arco sulle corde in budello. Fantastico! L'arco diventa una bobina elettrica! Si, proprio cosi, produce elettricità! Polo positivo e polo negativo, la fisica … i conti tornano ... Accidenti, tutto ciò è ancora oggi estremamente moderno, direi futurista! Gli strumenti ad arco, che meravigliosa tecnologia avanzata! Quello era Dittersdorf e Vanhal! Capito! Che bello, un’altra musica! Probabilmente la letteratura più interessante per il contrabbasso è proprio quella Viennese! Fra i tanti anche Mozart scrisse per il basso viennese! E persino Haydn, oltre ai numerosi Soli nelle Sinfonie, scrisse anche un Concerto, oggi purtroppo andato perso.

(A proposito di esperimenti: in seguito ad alcune collaborazioni con alcuni attori e danzatori, alcuni anni fa avevo avuto l'opportunità di suonare qualcosa di personale, mi è sempre piaciuto improvvisare, ecco un piccolo brano che ho scritto, frutto proprio di quel lavoro di improvvisazioni, Jolivando per contrabbasso solo, è sempre interessante misurarsi anche in questo tipo di esplorazioni)

Jolivando per contrabbasso solo:
https://www.youtube.com/watch?v=ul6Vdvq4pZE 

Mi sono detto: ma se un compositore moderno come Karlheinz Stockausen ha preteso quattro elicotteri per eseguire una sua composizione, beh non può essere cosi impossibile provare a far cantare “3 budella di vacca” su un contrabbasso, l'esperimento è possibile!

Quindi, dopo aver raggiunto una buona padronanza nel gestire le corde in budello e quando finalmente mi decisi, senza più preoccuparmi del pregiudizio di altri contrabbassisti, modificai io stesso uno dei miei strumenti montandolo con le sole tre corde in budello nudo. Proprio come fecero Domenico Dragonetti, Giovanni Bottesini e i loro grandi Maestri. All'italiana! Beh, rimasi subito sbalordito dalle potenzialità sonore ed espressive che il contrabbasso può raggiungere. Ebbi una sensazione molto simile all’esperimento Viennese. Non meno importante, l'aspetto tecnico per la mano sinistra è spesso differente dal “moderno”, ciò richiede grande pazienza e ricerca. Incominciai concretamente a capire perché solo tre corde. Mi trovavo costretto ancora una volta a scendere dalla montagna che avevo scalato sino a quel momento, dovevo tornare a valle e rifare ancora l'arrampicata, ma finalmente avevo capito, questa volta ero legato anche con la fune di sicurezza.

Apparentemente c'era il problema dell’estensione per raggiungere i suoni più bassi. Pensandoci bene anche con il Viennese non possiamo andare molto in basso con l’estensione. Ma è chiaro! All’epoca in Europa (quindi nel mondo della musica colta occidentale) l’estetica del suono nella musica da camera e in orchestra era molto diversa da come la pensiamo oggi! Non sempre si suonava come scritto ma si “aggiustavano” le ottave in funzione dell'accompagnamento armonico. Il suono in orchestra doveva sicuramente risultare più limpido e puro, oltre che di maggior naturale propagazione, quindi era di giusto e adeguato supporto per la musica. Infatti Bottesini, come anche altri bassisti dell'epoca, valorizzavano molto le sole tre corde testimoniandone il tipo di utilizzo nei loro stessi metodi e trattati. Quindi due culture ma con una così simile estetica del suono. A conferma di questa mia assurda teoria ci sono appunto alcuni trattati dell’epoca a confermare questa tradizione. Naturalmente i 4 corde italiani esistevano ed erano molto probabilmente utilizzati in numero molto ridotto per compensare l’estensione di una fila di bassi, un po’ come oggi viene utilizzato il 5 corde con accordatura tradizionale per quarte. Chissà come potrebbe suonare un'intera opera di un autore italiano come Rossini, Bellini o Donizzetti, sicuramente la qualità sonora complessiva dell'orchestra sarebbe diversa. Per non parlare poi di tutta la musica da camera. Ma vogliamo anche parlare di Venezia e il Basso a 3 corde già all'epoca di Vivaldi? La prossima volta ...

Insomma, tante cose da scoprire e da sperimentare ancora!

Ricerca e ancora ricerca, non fermarsi mai!

Grazie Korneel per il tuo grande e fondamentale sostegno in questo progetto! La tua grandissima e rara aperture mentale è decisiva in tutto questo! Grazie!

https://be.linkedin.com/pub/pasquale-massaro/43/566/b94



FILIPPE CAPORALI (Brasil)




Eu me chamo Filippe, tenho 25 anos, sou natural de São Paulo, Brasil e estou no momento cursando o segundo ano do mestrado em música pelo Koninklijk Conservatorium Brussel.

Meu primeiro contato com um instrumento foi aos 7 anos quando comecei a estudar piano clássico, porém após um ano acabei por largar, voltei a me interessar por estudar música aos 12 anos, dessa vez com o contrabaixo elétrico.


Nessa época não tinha nenhuma ambição além de tocar com amigos. Com o passar dos anos a música foi se tornando uma parte cada vez maior da minha vida, eu já tinha uma rotina de estudos e a curiosidade de transitar por diversos gêneros musicais. 

Essa curiosidade e vontade de evoluir me levaram a estudar na Universidade Livre de Música Tom Jobim, lugar onde tive aula com grandes professores que me inspiraram a escolher a música como profissão.Na época eu tinha 17 anos e estava tocando principalmente com grupos de Bossa Nova e Jazz, foi nesse momento que fiz minha mudança do baixo elétrico para o contrabaixo, descobri no contrabaixo um mundo de possibilidades sonoras, que vão muito além das notas e da harmonia.Em 2012 me formei bacharel pela Universidade Cantareira, nesse momento além de contrabaixo, eu dava meus primeiros passos como compositor, inspirado por músicos como Miles Davis e John Coltrane, que eram excelentes improvisadores, compositores e band leaders, decidi que era esse caminho que ia perseguir.































Graduation Recital at Universidade Cantareira 2012:
https://www.youtube.com/embed/vRBUdoRWToY


Nesse período já me apresentava como músico profissional em diversas formações como: Septeto S.A (2011-2013), Leandro Brenner Trio (2011-2013), Samuel Pompeo Quintet (2013), Soundscape Big Band (2013), Speaking Jazz Big Band (2012-2013), Orquestra Jazz Sinfônica de Diadema(2013), acompanhei alguns cantores internacionais como o americano Michael Mayo e a australiana Liz Tobias (2013), toquei nos musicais Versos de Hollanda(2011) e Bark! (2012), grupos de musica de câmara como Camerata Cantareira (2012-2013) e Orquestra de Contrabaixos Tropical (2013), grupo com o qual viajei pra as principais capitais brasileiras e pro Panamá.

Orquestra de Contrabaixos Tropical 2013:
https://www.youtube.com/embed/PMTtojl4JJk


Vim pra Bruxelas em 2014 com o objetivo de continuar meus estudos e de viver em um lugar que respirasse cultura, não só musical mas todas as formas de arte. Desde que cheguei aqui tive o prazer de participar de diversos projetos e descobrir novas formas de fazer música.​Desde que comecei a me interessar por Jazz descobri minha paixão por música improvisada, e foi em Bruxelas que tive contato através de uma aula no conservatório de Improvisação Livre com esse forma de fazer música, sem plano, sem estruturas pré definidas, simplesmente deixar o som guiar a música de acordo com a sensibilidade dos envolvidos, essa aula de motivou a buscar ainda mais recursos expressivos no contrabaixo, instrumento tão rico em sons.

Free Improvisation Session:
https://www.youtube.com/embed/bLo3sCMtM7I


Esse ano, dando continuidade ao meu desenvolvimento decidi fazer aulas de contrabaixo com o Prof. Korneel Le Compte que desde as primeiras trocas de e-mail e do primeiro encontro se mostrou ser um professor muito inspirador, mal posso esperar pelo que vem pela frente!



Soundcloud:
https://soundcloud.com/filcaporali






NATACHA SAVE (Belgique)































Hello, moi je suis Natacha et contrairement aux origines de mon prénom, je ne suis pas slave mais issue de la magnifique campagne du sud de la Belgique!

J'ai commencé de manière auto-didacte la musique à l'âge de 15 ans avec une guitare acoustique reçue en cadeau, mais suite à des stages d'été, j'ai découvert la guitare basse. Très vite j'ai participé à divers groupes ( rock, blues, funk, chansons françaises).

La contrebasse n'est entrée dans ma vie qu'un peu tard. Pour être plus précise, lors un concert de jazz donné dans un bar bruxellois.

Mon parcours s'est ensuite diversifié. J'ai poursuivi des études en sciences de l'éducation et en psychologie. Mes ambitions étaient très naïves: jeune militante pour un monde non-violent et plus humain, je voulais aider mes proches, mes amis, les gens à être bien, à être mieux voire même heureux... cette ambition s'est connectée à mon atrait musique et je rêvais d'être musico-thérapeute (ou plutôt chercheuse en neuro-science associant l'expertise des sciences, des sciences humaines et de l'art).







Mes projets actuels sont nombreux: outre les 'quelques' remplacements que j'effectue en orchestre, j'ai divers projets de musique de chambre qui me tiennent à coeur. Un concept de concert romantique autour du grand duo concertant de Bottesini, un quatuor qui se destine dans un premier temps à la musique de claude Bolling, un ensemble composé de musiciens amateurs, des animations musicales et des groupes de paroles dans des maisons de repos.

J'ai commencé très modestement par étudier la contrebasse classique pour avoir une bonne base technique. Je possède à présent un diplôme de master en contrebasse et après une année de doutes, me voici inscrite pour un post-graduaat.



Souvent je me questionne sur le sens de ce que je fais dans un contexte beaucoup plus large que ma toute petite personne.

Au fond, ce qui importe pour moi, c'est de pouvoir partager. La musique à cet atout que les mots n'ont pas ou plus bien qu'ils soient importants.





LOUIS PONSEELE (België)



Liefste Blog,

Ik ben Louis Ponseele en vanaf heden uw vriend. Hoewel computers je bewerken met processors die geen problemen hebben met enkele gigahertzen voel ik dat je de de warme essentie van de basklanken in je draagt. Deze passie voor de contrabas verenigt ons al van voor we elkaar echt kennen.Ik besef dat ik jou eigenlijk al beter ken dan jij mij kent maar ik breng daar nu verandering in. Ik weet dat jij geboren werd en onmiddelijk geweten was dat je leven in het teken van de contrabas zou staan. 

Stiekem heb ik een vermoeden dat dat bij mij ook een beetje zo was hoewel het bij mij niet zo'n vaart liep.

Mijn jongere zus tekende super graag en volgde graag les, dus wou ze naar de tekenles. Ik, iemand die mee tekende en niet graag les volgde, ging tezamen met mijn ouders en zus mee naar de opendeurdag van de KunstAcademie van Knokke. 

Helaas, ... iets wat zelden gebeurt, we waren net te vroeg voor de tekenles en slenterden de muziek Academie binnen in de hoop dat de tijd daar sneller zou passeren (de opendeurdag was daar reeds aan de gang). En zo gingen we van deur tot deur tot ik plots in de deuropening van een klas haperde...

Het was duidelijk! Geen tekenles voor mij. Ik wilde contrabas volgen. Mijn ouders, een beetje geschrokken van mijn bevlieging en vooruit denkend aan transport problemen en dergelijke, besloten er over te zwijgen en dachten dat een vakantie van spelen en ravotten de gedachte wel uit mijn hoofd zou zetten.

Helaas. September was daar en hoewel ik het zo lang mogelijk uitstelde om aan les te denken vroeg ik me toch af of ik al ingeschreven was voor de contrabas les. Toen zagen mijn ouders in dat er weinig aan te doen viel en zo startte mijn contrabas "Carière".

Beste blog. Het spijt me, maar de plicht roept mij. Ik spreek je gauw.


Louis









1 comment:

  1. Dag, Louis. Heerlijk toch, hoe de contrabas jou geroepen heeft en hoe goed jij geluisterd hebt!

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